Conferimento della cittadinanza onoraria a Besnik Sopoti

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Nel corso della seduta di Consiglio Comunale che si terrà oggi, alle ore 18.00 nell'aula consiliare, il Sindaco conferirà la cittadinanza onoraria, dietro proposta presentata da 20 consiglieri comunali, al sig. Besnik Sopoti, pittore, scrittore ed artista che risiede a Modugno dal 1991.

Il riconoscimento che il Comune di Modugno intende attribuirgli è giustificato dall'elevato valore morale ed umano del sig. Sopoti, anche in considerazione delle sue radici italiane.

"E' un artista italiano che dipinge per liberare la semplicità del visibile - ha dichiarato il Sindaco - Testimone del valore morale, sociale e politico dell'identità nazionale, intellettuale libero e indipendente, vittima della violenza razziale negli anni della barbarie totalitaria e dopo. Cittadino vero ed esemplare di Modugno che lo riconosce come uno dei suoi figli più miti nelle relazioni sociali e più inflessibili nella difesa della democrazia e della libertà.".

Profilo biografico del sig. Besnik Sopoti

SOPOTI Besnik, nacque a Bari (Italia) il 14 aprile 1935 da madre italiana e padre albanese. Vissuto per molti anni in Albania, risiede nel Comune di Modugno dal 1991. Suo padre, Mazar SOPOTI, conobbe sua madre Anna TURI, a Bari, nel 1934. Lui lavorava per il giornale "La Gazzetta del Mezzogiorno", edizione che si pubblicava in albanese, aveva studiato in Italia e conseguito la laurea in scienze politiche a Parigi. Mazar SOPOTI e Anna TURI si sposarono a Bari, presso il Consolato albanese, nel 1934. Il 12 aprile 1935 ebbero Besnik il quale nacque albanese poiché, per effetto della legge n. 555/1912, sua madre Anna, sposando Mazar, aveva perso automaticamente la cittadinanza italiana ed acquisito, altrettanto automaticamente, quella albanese, trasmettendola, quindi, al figlio Besnik. TURI Anna, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 87/1975 - che dichiarò l'illegittimità costituzionale della legge n. 555/1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza da parte della donna, come effetto diretto del matrimonio con cittadino straniero, indipendentemente dalla volontà della stessa - ha successivamente riacquistato la cittadinanza italiana. Ma lo stesso non è accaduto per il figlio Besnik poiché l'attuale legislazione italiana in materia di cittadinanza prevede che "solo i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza, se convivono con esso, acquistano automaticamente lo stesso status civitatis" ed allorquando la sig.ra TURI Anna - madre del SOPOTI - ha riacquistato la cittadinanza italiana il figlio Besnik era già maggiorenne.

Nel 1938 il padre di Besnik SOPOTI decise di tornare in Albania e di portare con sé la moglie ed il figlio che aveva tre anni. Mazar SOPOTI era, infatti, sicuro di poter continuare il suo lavoro di giornalista nel suo paese d'origine ma nel 1939 l'Italia occupò l'Albania. Mazar SOPOTI, continuando a fare il giornalista, si schierò politicamente con il Fronte Nazionale che aveva come obiettivo l'unione di Albania e Kossovo. Anna e Besnik si arrangiarono da soli in una terra per loro straniera. Mazar non mollò il suo impegno nel Fronte Nazionale che viveva la decisione della Conferenza di Londra del 1912-13 di togliere il Kossovo all'Albania come una insopportabile ingiustizia. In Albania Mazar SOPOTI e gli altri esponenti del Fronte Nazionale furono schiacciati dal loro stesso antifascismo ed anticomunismo. Mazar SOPOTI, dopo aver subito alcuni attentati, venne condannato a morte. Scappò quindi dall'Albania assieme ad altre trecento persone, lasciando definitivamente soli il figlio Besnik, di ormai nove anni, il fratellino più piccolo e la loro madre Anna TURI. Venne sequestrato loro tutto quello che avevano perché il regime albanese filocomunista al servizio di Tito e di Belgrado li giudicava nemici del popolo. Erano avvertiti come fascisti per il solo fatto di essere italiani. Oggi Besnik SOPOTI subisce il paradosso di essere considerato albanese pur essendo nato in Italia da madre Italiana. Moltissimi anni dopo si è saputo che Mazar SOPOTI, padre di Besnik era morto a Bari, ufficialmente a seguito di un intervento alla gola. Caduto il muro di Berlino, Besnik potè tornare in Italia, nella sua patria. Ma qui si trovò straniero. Ancora oggi, vive a Modugno come turista per effetto di un permesso di soggiorno lungo, ma resta straniero, albanese. Fa il pittore, autodidatta per povertà, stracolmo di sentimenti, mai di risentimenti, nonostante tutto. È invalido, ma soprattutto ha un bisogno irrefrenabile di essere riconosciuto italiano, quello che è. Pubblica sulle testate "La Gazzetta del Mezzogiorno", "Il Secolo d'Italia", "Meridiano Sud", "La Vallisa", "Gli Italiani", "Roma", "Puglia", "Bari Sera", "Area (di Roma)", ma anche sulla stampa di Tirana. Scrittore, poeta e traduttore, collabora come interprete nel campo profughi di Bari-Palese nel 1999, dopo l'arrivo dei Kossovari. Per questo, sempre nel 1999, ottiene il riconoscimento "Premio Pulcinella". La scrittura e la pittura diventano un modo impellente e liberatorio per dare sfogo alla sua creatività, così a lungo repressa. La prima personale, infatti, risale al marzo del 1991 e la seconda al 1998. Nel 1995, dalla collaborazione di Besnik SOPOTI e Daniele GIANCANE, ha origine "L'Albero dei Sogni", una raccolta di venti poeti italiani e albanesi. Il libro, espressione di connubio della cultura tra le due sponde, è stato presentato anche dalla Biblioteca comunale di Modugno con la partecipazione dei poeti de "La Vallisa", della stampa e della cittadinanza. In varie occasioni espone quadri e rappresenta l'Albania in molteplici concorsi letterari di respiro anche internazionale, ottenendo apprezzamenti e riconoscimenti per la sua arte. Riceve il II premio Carlo Rovini (Fontedera, 1993), il Premio internazionale G. Gronchi (1993), il Premio Nazionale di poesia a San Fele (Potenza, 1997), l'attestazione del Comune di Modugno (1995), il I premio "Giglio del Sud" (Modugno) dal Centro Tradizione e Comunità e dal Sindacato libero Scrittori italiani (1998), riconoscimenti dell' XI e XII Festival del Mediterraneo di Conversano e di Bisceglie (1997, 1998). Nel 1999 è stato segnalato per il II premio Kief per una delle migliori opere degli annuari di città "Kief-Book". Sempre nel 1999 realizza grandi murales a Modugno. "L'elite 2001, Selezione d'arte italiana" pubblica il quadro "Il mio sogno". Nel 1999 e nel 2002 tiene corsi di pittura presso la scuola elementare "E. De Amicis" e " Vito Faenza" di Modugno. Sempre nel 2002 espone ad una collettività di pittura presso la Parrocchia modugnese di S. Agostino e nel giugno 2003 ad una collettiva organizzata dalla Pro Loco di Modugno (Tratto dalla brochure della mostra "Senza Frontiere. Viaggi dell'anima" 19-26 settembre 2003 presso Pro Loco, Modugno). L'artista SOPOTI ha consolidato un legame molto forte e profondo con il nostro Paese e, in modo particolare, con la città di Modugno, partecipando a tutte le manifestazioni culturali in cui è stato richiesto il suo contributo e profondendo sempre il massimo impegno per la riuscita delle stesse. Ha realizzato, nella città di Modugno, diverse mostre che hanno visto la partecipazione di decine di pittori ed appassionati d'arte. Per la sua autorevole figura e per l'intensa attività artistica che da anni svolge, può essere considerato prestigioso "ambasciatore" della città di Modugno.


A proposito

Questa pagina contiene la pubblicazione del 18.09.13 12:13.

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