Descrizione estesa
Nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana del centro storico della città, finanziato con fondi del PNRR, la sorveglianza archeologica e le indagini condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per la città Metropolitana di Bari hanno consentito di recuperare frammenti della storia di Modugno con particolare riferimento allo sviluppo del tessuto urbanistico e ad alcuni aspetti della vita quotidiana.
Lungo il marciapiede occidentale di P.zza Garibaldi, in corrispondenza dei muri perimetrali degli stabili moderni compresi tra il civico n. 80 e 96, le indagini hanno consentito di documentare la presenza di una imponente struttura muraria, con orientamento ca. S-N.
I resti della struttura, seppur ampiamente danneggiati dai sottoservizi moderni, sono con ogni verosimiglianza riferibili ad una porzione dell’ampliamento della cinta muraria di età angioina (XIV – XV secolo) realizzata nella fase di massima espansione della città.
L’indagine archeologica in corrispondenza del n. civico 80 ha evidenziato una cortina muraria caratterizzata da tre filari di blocchi pseudo parallelepipedi, leggermente sfasati, allettati con terra mista a malta debole, contenente piccolissimi inclusi biancastri.
Le fonti storiche documentano a Modugno l’esistenza di circuiti difensivi che si susseguono nel tempo. Ad un fortilizio altomedievale posto in altura, in corrispondenza del cinquecentesco Palazzo Cesena dove sorgeva la cosiddetta collinetta 'della Motta', seguì, sotto la dominazione normanna, un castrum che abbracciava il primo borgo abitato.
In pieno dominio angioino, quando Modugno venne annesso all'arcivescovado baronale barese, l’arcivescovo Bartolomeo Carafa dotò il borgo di una nuova e più ampia cinta muraria. Il nuovo circuito murario seguì un impianto di forma quadrangolare i cui limiti sono ricostruibili lungo tre lati negli attuali Corso Vittorio Emanuele, Corso Cavour-Corso Umberto I, Piazza Sedile, mentre il quarto lato probabilmente è identificabile con via Santa Caterina. Alla stessa committenza si deve, inoltre, la realizzazione delle quattro porte urbiche, note con i nomi di Porta di Bari a est (attuale Piazza del Popolo); Porta Bitonto a nord- ovest; e Porta del Suburbio a sud (odierna via Donato Olimpio).
In seguito presumibilmente la cinta muraria fu oggetto di un ulteriore ampliamento verso ovest fino all’attuale Piazza Garibaldi dove, inoltre, si apre un’altra piccola porta urbica il c.d. Portello (da cui deriva l'attuale toponimo di via Portello).
Le Mura furono definitivamente abbattute nell‘800, quando la città superò i limiti del borgo medievale.
