Bona Sforza – Rinvenimenti Archeologici

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Bona Sforza - Rinvenimenti Archeologici

Descrizione estesa

Bona Sforza, una delle figure femminili più affascinanti del Rinascimento, nacque a Vigevano il 2 febbraio 1494, figlia del duca di Milano Gian Galeazzo Sforza e di Isabella d'Aragona. La sua infanzia fu segnata da drammatiche sventure familiari, tra cui la perdita del padre e l'usurpazione del ducato milanese da parte dello zio Ludovico il Moro, che costrinsero la madre Isabella a rifugiarsi nel Sud Italia nel 1500.

A partire dal 1501, Bona crebbe nel castello di Bari, feudo concesso alla madre, dove ricevette un'educazione umanistica di altissimo livello. Affidata alle cure dell'umanista Crisostomo Colonna, studiò i classici latini come Cicerone e Virgilio e le opere del Petrarca, imparando ben presto a destreggiarsi tra la cultura letteraria e l'etica del buon governo. Il grande intellettuale salentino Antonio de Ferrariis, detto il Galateo, la esortava a coltivare lo spirito ricordandole che, a differenza delle altre fanciulle, lei era "nata per comandare". Durante i frequenti soggiorni alla corte di Napoli tra il 1510 e il 1517, la giovane Bona brillò per la sua straordinaria eleganza, bellezza e virtù, tanto da divenire la protagonista (sotto il nome di Belisena) del celebre romanzo cortese Question de amor.

Il destino di Bona si compì il 6 dicembre 1517 quando, nel Castel Capuano di Napoli, sposò per procura l'anziano re di Polonia, Sigismondo I Jagellone. Iniziò così il suo lungo viaggio verso una terra lontana e fredda, portando con sé un corredo favoloso, una dote immensa e una nutrita corte di intellettuali e funzionari pugliesi e napoletani. Giunta a Cracovia nel 1518, divenne Regina di Polonia, Granduchessa di Lituania e sovrana di Russia e Prussia.

Nei suoi trentotto anni di regno, Bona fu una sovrana illuminata ma autoritaria, paragonabile all'ideale del Principe di Machiavelli. Introdusse in Polonia il Rinascimento italiano chiamando artisti, architetti e musici (che trasformarono, ad esempio, il castello del Wawel), sarti e persino i sapori e le colture della terra pugliese. In politica interna, lottò duramente per rafforzare il potere centrale della monarchia contro i privilegi e la prepotenza della fiera nobiltà polacca, introducendo un'amministrazione più moderna ed equa, attuando coraggiose riforme agrarie e recuperando latifondi alla corona. Nel 1530 riuscì persino a far incoronare re suo figlio, Sigismondo II Augusto, mentre il marito era ancora in vita, un fatto senza precedenti in Polonia.

Tuttavia, alla morte di Sigismondo I nel 1548, i contrasti politici e personali con il figlio Sigismondo II – in particolare la forte opposizione di Bona al matrimonio di quest'ultimo con Barbara Radziwiłł – e l'ostilità di parte della nobiltà, la isolarono politicamente.

Ormai stanca, nel 1556 Bona decise di fare ritorno in Italia, portando con sé un inestimabile tesoro e stabilendo la sua corte nel castello di Bari per governare direttamente i suoi feudi, che aveva sempre amministrato da lontano con grande zelo. Il rientro trionfale si trasformò però in tragedia: il 19 novembre 1557 la regina si spense tra atroci sofferenze, avvelenata per mano del suo tesoriere e uomo di fiducia, Gian Lorenzo Pappacoda, che agì per assecondare gli interessi del re di Spagna Filippo II. L'ultima discendente della grande dinastia sforzesca riposa oggi nella Basilica di San Nicola a Bari, in un superbo mausoleo fatto erigere in sua memoria dalla figlia, la regina Anna Jagellone.

Modalità di accesso

Libero

Indirizzo

Via Corsica - Modugno

Posizione GPS

C.a.p.

70026

Punti di contatto

Servizio 5 - Lavori Pubblici e Politiche Comunitarie

Pec: lavoripubblici.comune.modugno@pec.rupar.puglia.it

Email: m.caringella@comune.modugno.ba.it

Telefono: 0805865-347


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