Descrizione estesa
Nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana del centro storico della città, finanziato con fondi del PNRR, la sorveglianza archeologica e le indagini condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per la città Metropolitana di Bari hanno consentito di recuperare frammenti della storia di Modugno con particolare riferimento allo sviluppo del tessuto urbanistico e ad alcuni aspetti della vita quotidiana.
La sequenza stratigrafica e lo stato di conservazione delle evidenze, risente di numerosi elementi di disturbo e alterazione, connessi con l’elevato grado di urbanizzazione dell’area.
Le indagini hanno messo in evidenza un ambiente, cronologicamente riferibile ad un vasto periodo compreso tra il medioevo e l’età moderna, di forma quadrangolare delimitato su tre lati (S, W e N) da strutture in muratura parzialmente rivestite da uno strato millimetrico di intonaco. Lungo il lato orientale, il muro perimetrale è stato pressoché integralmente asportato nel corso di lavori per l’alloggiamento di sotto servizi. Nella porzione occidentale e in quella orientale dell’area sono stati portati in luce, a quote differenti, due piani di calpestio in terra battuta in corrispondenza dei quali, nella porzione NW dell’area di intervento si individua un piccolo pozzo, con rivestimento interno, il cui diametro tende ad aumentare leggermente man mano che si scende di quota. Lo scavo del suo riempimento, indagato solo parzialmente, ha restituito un frammento della vera, ricollocato all’interno dell’attuale pavimentazione in corrispondenza dell’imboccatura del pozzo.
Lungo il perimetrale occidentale, a ridosso dello stabile che si affaccia sullo slargo, sono stati evidenzianti 4 tubuli in terracotta, di forma cilindrica cava, con orientamento S-N funzionali alla raccolta dell’acqua piovana, destinati ad alimentare una piccola cisterna individuata a sud dell’ambiente indagato.
La demolizione del suddetto ambiente va collegata verosimilmente con la costruzione del Settecentesco palazzo al civico n. 48, “Palazzo Russo”, che comportò l’arretramento del fronte stradale, lungo il lato W, dell’attuale via Corsica.
Vico Alfonsi
Nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana del centro storico della città, finanziato con fondi del PNRR, la sorveglianza archeologica e le indagini condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per la città Metropolitana di Bari hanno consentito di recuperare frammenti della storia di Modugno con particolare riferimento allo sviluppo del tessuto urbanistico e ad alcuni aspetti della vita quotidiana.
La sequenza stratigrafica e lo stato di conservazione delle evidenze risente di numerosi elementi di disturbo e alterazione, connessi con l’elevato grado di urbanizzazione dell’area.
Nel corso delle operazioni di scavo funzionali al rifacimento del piano pavimentale sono state intercettate alcune strutture murarie, presumibilmente riferibili ad età moderna, che delimitano un ambiente di forma quadrangolare del quale si è conservato un piano pavimentale in chianche messe in opera secondo schemi differenti.
Procedendo in direzione E, fino alla stabile angolare a S in corrispondenza del quale la strada subisce un notevole restringimento, è stata intercettata una struttura muraria, con orientamento E-W, interpretabile presumibilmente come muro di fondazione o resti di perimetrali di edifici, successivamente demoliti per la realizzazione del nuovo stabile, quello attuale, arretrato rispetto ai resti murari di ca 2 metri. La stessa denominazione della via come “Vico” e non come “Via” Alfonsi è indicativa di una strada che in origine doveva essere caratterizzata da una larghezza inferiore, ancora leggibile nell’ultima porzione orientale del Vico dove si restringe notevolmente.
